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PICCOLA STORIA DELLA DEVOZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA - Una storia della devozione al Cuore Immacolato di Maria, per quanto breve, ci aiuterà a comprenderne meglio la natura, la pratica e la spiritualità.

 

Nella Sacra Scrittura

 

Nella S. Scrittura è chiaro che il vocabolo “Cor” (leb, Lebab, Cardia) è alla base di tutto il rapporto religioso-morale dell’uomo con Dio.

Il cuore è al centro di tutta la vita psicologica, morale e religiosa; è il luogo dove si formano le disposizioni dell’uomo, buone o cattive; è il centro della vita morale, come principio e origine della responsabilità, come coscienza; è ritenuto pure il centro della vita conoscitiva, e quindi rappresenta l’interiorità dell’uomo 2 cuore trafittoe la sua intimità profonda.

L’AT pone il cuore come centro di tutta la vita spirituale dell’uomo; il cuore è il principio di vita, memoria, pensiero, volontà, interiorità.

Applicato a Maria SS.ma il termine “cuore” trova la sua piena realizzazione in tutta l’ampiezza del suo significato.

Infatti tutti i testi dell’AT e del NT che parlano e definiscono il termine “cuore” lo presentano come la sede privilegiata dell’incontro dell’uomo con Dio.

Il Cuore Immacolato di Maria è il luogo e l’icona che per eccellenza indica fino a che punto giunge la volontà di Dio nel volersi unire e vivere in comunione con la sua creatura.

La devozione al CIM ha il privilegio singolare di poter contare su due testi-chiave del NT e che sono poi la base di tutta la tradizione posteriore.

Essi sono tratti dal Vangelo di S. Luca: “Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore (kardia) (Lc 2,19); e“Sua Madre serbava tutte queste cose nel suo cuore (kardia) (Lc 2,51).

E’ da aggiungere poi un terzo testo, sempre dello stesso evangelista: “E anche a te una spada trafiggerà l’anima (psiche) (Lc 2,35).

Attraverso questi testi si capisce chiaramente che Maria SS.ma è posta al centro della riflessione cristiana per capire sempre meglio e sempre più in profondità i misteri dell’infanzia di Gesù. 3 cuore immacolato

Anzi, secondo le fonti evangeliche, il Cuore Immacolato di Maria appare come la culla di tutta la meditazione cristiana sui misteri di Cristo.

Secondo alcuni autori, tra cui il Serra, “meditare nel proprio cuore” è la prerogativa del sapiente che conserva il ricordo dei fatti per attualizzarne il contenuto.

Meditare significa anche la capacità con cui si mettono insieme realtà antiche e nuove per meglio comprenderle.

Il testo evangelico della scena della presentazione al tempio mette in evidenza il fatto che Maria SS.ma è associata all’opera salvifica di suo Figlio: tutto ciò che si compie nel corpo paziente di suo Figlio, si compie nell’anima e nel cuore della Madre.

 


I Padri della Chiesa

 

I Padri della Chiesa, sia greci che latini, hanno sviluppato in splendide riflessioni il contenuto dei testi del Vangelo di Luca.

Essi parlano del Cuore di Maria SS.ma come vaso e ricettacolo di tutti i misteri.

Una lunga tradizione orientale fa del CIM il luogo stesso della passione di Gesù: “il tuo costato fu si trafitto, ma nello stesso istante lo fu anche il mio cuore”.

Mentre è molto frequente nei Padri latini il tema del concepimento di Cristo nel CIM mediante l’ascolto, la fede, l’adesione.

Per Ugo di S. Vittore il Verbo discese nel seno della Vergine Maria proprio perché era stato concepito prima nel suo cuore. E così si esprimono altri scrittori spirituali del sec. XII come per es. S. Bernardo, S. Geltrude di Helfta ecc. Allo stesso modo si esprimono autori successivi come S. Bernardino da Siena, S. Antonino di Firenze, Tommaso da Kempis ecc.

Nella storia della devozione al CIM bisogna dare un posto particolare a S. Giovanni Eudes, apostolo e dottore della devozione ai sacri Cuori di Gesù e di Maria.

Che cosa intendeva dire S. Giovanni Eudes con l’espressione “Cuore di Maria”? Due testi significativi ci dicono tutto:

“Il CIM è la fonte e il principio di tutte le grandezze, eccellenze e prerogative di cui si adorna, di tutte le qualità eminenti che la elevano al di sopra di tutte le creature, quale l’essere Figlia primogenita dell’eterno Padre, Madre del Figlio, Sposa dello Spirito Santo e Tempio della SS.ma Trinità…

4 discesa ssVuol dire anche che questo Santissimo Cuore è la fonte di tutte le grazie che accompagnano queste qualità… e vuol dire ancora che questo stesso Cuore è la fonte di tutte le virtù che ha praticato…E perché il suo Cuore è la fonte di tutto ciò? Perché sono stati l’umiltà, la purezza, l’amore e la carità del cuore a renderla degna di essere la Madre di Dio e di conseguenza di possedere tutte le doti e tutte le prerogative che debbono accompagnare questa altissima dignità”.

Un altro testo definisce bene l’oggetto della devozione:

“Desideriamo onorare nella Vergine Madre di Gesù non soltanto qualche mistero o qualche azione, come la nascita, la presentazione, la visitazione, la purificazione; non soltanto alcune delle sue prerogative, come l’essere Madre di Dio, Figlia del Padre, Sposa dello Spirito Santo, Tempio della SS.ma Trinità, Regina del cielo e della terra; e neppure solo la sua degnissima persona, bensì desideriamo onorare in essa anzitutto e principalmente la fonte e l’origine della santità e della dignità di tutti i suoi misteri, di tutte le sue azioni, di tutte le sue qualità e della sua stessa persona; cioè il suo amore e la sua carità, poiché secondo tutti i santi dottori l’amore e la carità sono la misura del merito e il principio di tutta la santità”.

 


Fatima e la devozione al Cuore Immacolato di Maria

 

Oggi, in una storia della devozione al CIM, non si può 5 angelo 3pprescindere dal far menzione del messaggio cordimariano che giunge, come nuova primavera, dalle apparizioni della Vergine Maria a Fatima. Esse hanno rafforzato la suddetta devozione giacché hanno avuto un riconoscimento ecclesiale. L’Angelo del Portogallo, già nella prima e nella seconda apparizione asserisce:

“I Cuori di Gesù e di Maria hanno su di voi disegni di misericordia”. E nella terza apparizione, insegnando ai pastorelli la preghiera “Santissima Trinità…”, unisce la riparazione al Cuore di Gesù con quella al Cuore di Maria.

La Vergine, nella seconda apparizione, il 13 Giugno 1917, alle ore 12.00, dichiara Lucia apostola della devozione al suo CIM.

6 fatima mInfatti, alla richiesta di Lucia di portarli in cielo, la Madonna risponde:

“Sì; Giacinta e Francesco, li porto fra poco, ma tu resti qui ancora per qualche tempo. Gesù vuole servirsi di te per farMi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato.

A chi l’accetta, (la devozione al Cuore Immacolato di Maria) io prometterò la salvezza e queste anime saranno amate da Dio, come fiori collocati da me per ornare il Suo Trono.

- Resterò qui da sola? – domandai addolorata.

- No, figlia. E tu ne soffri molto? Non ti scoraggiare. Io non ti lascerò mai. Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e il cammino che ti condurrà a Dio.

Fu nel pronunciare queste ultime parole, che aprì le mani e ci comunicò, per la seconda volta, il riflesso di questa luce immensa, nella quale ci vedevamo come immersi in Dio. Giacinta e Francesco sembravamo stare in quella parte di luce che si alzava verso il Cielo, io in quella che si diffondeva sulla terra. Davanti alla palma della mano destra della Madonna, c’era un cuore coronato di spine che vi sembravano confitte. Capimmo che era il Cuore immacolato di Maria, oltraggiato dai peccati dell’umanità, che voleva riparazione.” (Memorie di Sr. Lucia).

Ma soprattutto nell’apparizione del 13 Luglio del 1917 il messaggio sul CIM si arricchisce di una serie di elementi di grande importanza: la visione dell’inferno, il futuro della Russia Sovietica, le sofferenze del mondo, della Chiesa e del Papa, il trionfo finale del Cuore Immacolato di Maria.

In quell’apparizione la Vergine promette di venire nuovamente per chiedere la comunione riparatrice nei primi sabati e la consacrazione della Russia.

La prima richiesta è fatta dalla Vergine nella sua apparizione di Pontevedra, Spagna il 10-12-1925.

Così si legge nel libro “Le Memorie di Sr. Lucia”:

“Il 10-12-1925 le apparve la Santissima Vergine e, al Suo fianco, sospeso in una nuvola luminosa, un Bambino.

La Santissima Vergine, mettendole la mano sulla spalla, le mostrò parimenti un cuore coronato di spine che teneva nell’altra mano. Allo stesso tempo il Bambino disse:

“Abbi compassione del Cuore Immacolato della 7 slucia gesutua Santissima Madre che sta coperto di spine che gli uomini ingrati in tutti i momenti Vi infliggono, senza che ci sia chi faccia un atto di riparazione per strapparle”.

In seguito la Santissima Vergine disse: “Guarda, figlia mia, il Mio Cuore coronato di spine che gli uomini ingrati a ogni momento Mi conficcano, con bestemmie e ingratitudini. Tu almeno, cerca di consolarMi, e dì che tutti quelli che per cinque mesi, nel primo sabato, si confesseranno ricevendo poi la santa Comunione, diranno un Rosario, con l’intenzione di darMi sollievo, io prometto di assisterli, nell’ora della morte, con tutte le grazie necessarie alla salvezza di queste anime.”

 

Il 15-02-1926 apparve di nuovo a Sr. Lucia il Bambino Gesù. Le domandò se aveva già diffuso la devozione alla Sua Santissima Madre.

Lei Gli espose le difficoltà che il confessore aveva, e che la madre superiora era pronta a farne propaganda; ma il confessore aveva detto che essa, da sola, non poteva far niente. Gesù allora rispose: “ E’ vero che la tua superiora, da sola, non può niente; ma, con la mia grazia, può tutto”.

Fece presente a Gesù la difficoltà che alcune anime avevano di confessarsi il sabato, e chiese che fosse valida la confessione di otto giorni. Gesù rispose: “Sì, possono essere anche di più, purché quando mi ricevono, siano in grazia e abbiano l’intenzione di riparare il Cuore Immacolato di Maria”.

Lei domandò: “Gesù mio, e quelle che si dimenticheranno di formulare quell’intenzione?”. Gesù rispose:“ Possono formularla nella confessione seguente, approfittando della prima occasione che avranno per confessarsi”.

Qualche giorno dopo Suor Lucia scriveva la sua relazione, che fu inviata a Mons. Manuel Pereira Lopes, più tardi Vicario Generale della Diocesi di Oporto, e che era stato confessore di Lucia durante la sua permanenza nell’Asilo di Villar, nella città di Porto. Questo documento inedito fu pubblicato dal Rev. Dr. Sebastiano Martins dos Reis nel suo libro “Uma vida ao servico de Fatima” (A/d pag. 336-337).8 app.s.lucia

Il giorno 15 febbraio 1926, stavo molto occupata nel mio lavoro, e quasi neppure di questo mi ricordavo. E andandomene io a vuotare un secchio di spazzatura fuori dall’orto, dove, alcuni mesi prima, avevo incontrato un bambino, a cui avevo chiesto se sapeva l’Ave Maria, e avendomi risposto di sì, gli dissi di recitarla, per verificare se la sapeva.

Ma siccome lui non si decideva a dirla da solo, la recitai io con lui per tre volte, e alla fine delle tre Ave Maria, gli chiesi di dirla da solo. Ma, siccome lui stette zitto e non fu capace di dire l’Ave Maria da solo, gli domandai se sapeva dove era la chiesa di Santa Maria. Mi rispose di sì. Gli dissi che ci andasse tutti i giorni e che dicesse così: O mia Mamma del cielo, datemi il Vostro Bambino Gesù! Gli insegnai questo, e venni via.

Il 15 Febbraio 1926 tornando là, come al solito, vi incontrai un bambino che pareva il medesimo. E gli domandai allora:

- Hai chiesto il Bambino Gesù alla Mamma del Cielo?

Il bambino si volta verso di me e dice:

- E tu hai diffuso nel mondo quel che la Mamma del Cielo ti ha chiesto?

E in un istante si trasforma in un Bambino splendente. Riconoscendo allora che era Gesù, dissi:

- Gesù mio, Voi sapete bene cosa mi ha detto il confessore nella lettera che Vi ho letto. Diceva che quella visione si ripetesse, che ci fossero dei fatti affinché fosse creduta, e la madre superiora, da sola, non ce la faceva a propagare questo fatto.

- E’ vero che la madre superiora da sola, non può fare niente; ma con la Mia grazia, può tutto. E basta che il tuo confessore te ne dia il permesso e che la tua superiora lo dica, perché venga creduto, anche se non si sa a chi fu rivelato.

- Ma il mio confessore diceva nella lettera che questa devozione non era necessaria nel mondo, perché c’erano già molte anime che vi ricevevano, nei primi sabati, in onore della Madonna e dei 15 Misteri del Rosario.

- E’ vero figlia mia, che molte anime li cominciano, ma poche li finiscono; e quelle che li finiscono è col fine di ricevere le grazie che vi sono promesse, e Mi son più gradite quelle che fanno i 5 con fervore e con il fine di consolare il Cuore della tua Madre del cielo, che non quelli che han fatto i 15, tiepidi e indifferenti…” (Dalle “Memorie di Suor Lucia”).

 

La seconda richiesta viene fatta dalla Vergine nella sua apparizione di Tuy, in Spagna la notte del 12-13 Giugno 1929.

In quella notte Sr. Lucia aveva ottenuto il permesso di fare l’ora santa dalle 23.00 alle 24.00. Durante quest’ora, dopo aver avuto una particolare visione della SS.ma Trinità, ricevendone luce su questo Mistero, la Madonna le disse:

“…E’ arrivato il momento in cui Dio chiede che il Santo Padre faccia, in unione con tutti i Vescovi del Mondo, la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato, promettendo di salvarla con questo mezzo. Sono tante le anime che la giustizio di Dio condanna per i peccati commessi contro di Me, che vengo a chiedere riparazione: sacrificati per questa intenzione e prega. – Informai di tutto il confessore, che mi ordinò di scrivere ciò che la Madonna voleva che si facesse.

Più tardi, per mezzo di una comunicazione intima, la Madonna mi disse lamentandosi: - Non hanno voluto soddisfare la Mia richiesta!... Come il re di Francia, si pentiranno e la faranno, ma sarà tardi. La Russia avrà già sparso i suoi errori per il mondo, provocando guerre, persecuzioni alla Chiesa: il Santo Padre avrà molto da soffrire.” (Memorie di Sr. Lucia).

 

Così le apparizioni di Fatima costituiscono il nucleo di tutto il messaggio cordimariano; mentre le apparizioni di Pontevedra e di Tuy sono una sorta di “pentecoste” e di “apocalisse” delle apparizioni della Cova da Iria diventandone un importante completamento.

Le vicende di Fatima sottolineano così la portata ecclesiale e universale della devozione al CIM e sono state causa di un sempre maggior approfondimento ed interiorizzazione della spiritualità cordimariana stessa.

Quando negli anni 1942 e seguenti si diffondono le prime due parti del cosiddetto “segreto di Fatima”, Fatima diventa un fenomeno carismatico ecclesiale di primo ordine; da quel momento inizia come una nuova era nella storia della devozione al Cuore di Maria.

 

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