1 laI FEDELI LAICI che fanno parte alla FCIM, si inseriscono in essa attraverso differenti modalità di appartenenza e di coinvolgimento, adeguati alla vita e alla vocazione di ciascuno.

Queste diverse modalità di appartenenza sono tre:

- AMICI

- COLLABORATORI

- FIGLI/E DEL CIM

Questo significa che tutti i laici che appartengono alla FCIM sono chiamati da Dio a viverne il carisma e la spiritualità, ma non tutti allo stesso modo.

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Ognuno, seguendo il proprio cammino, in modo adeguato alla propria condizione di vita e soprattutto in base a quello che il Signore stesso susciterà dentro al proprio cuore, trova in seno alla FCIM il suo posto, la sua modalità di appartenenza, attraverso la quale poter realizzare la propria vocazione battesimale.

 

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Per ciascuna categoria è previsto un cammino formativo ed un piano di vita appropriato, che la FCIM si impegna a garantire nei luoghi dove è presente e che ciascuno è tenuto a seguire, leggendo in esso un dono di Dio.

(Cfr Regolamento nn. 52-53)

 

Gli Amici, i Collaboratori e Figli/e del CIM come fedeli laici, devono sempre più crescere nella consapevolezza che essi in seno alla Chiesa hanno il compito specifico:

- di interpretare alla luce di Cristo la storia di questo mondo;

- di illuminare ed ordinare le realtà temporali secondo il disegno di Dio Creatore e Redentore;

- prendere sempre più coscienza di essere destinati alla pienezza della vita cristiana e quindi alla santità.

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Inoltre, nel vivere in pienezza la propria vocazione battesimale, ricordano ai sacerdoti e ai consacrati l’importanza che rivestono le realtà temporali nel disegno salvifico di Dio.

Sono coscienti che il loro ambito è il mondo e devono operare in esso come fermento, rendendo testimonianza e vivendo nella fede, speranza e carità ogni ambito dell’esistenza. 

Per fare ciò guardano al sì della Madonna, che, nella sua vita, donandosi
completamente a Dio come figlia, sposa e madre ha realizzato la sintesi di questa santità a cui tutti dobbiamo tendere.

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8 la -In famiglia: costituita da Dio quale intima comunità di vita e di amore.

- Lavoro: inteso come mezzo insostituibile di santificazione, propria e altrui che gli permette di partecipare all’opera della creazione e all’opera della redenzione, nonché un mezzo per il sostentamento dignitoso del proprio vivere e di quello della propria famiglia. Nello spirito del Messaggio di Fatima offrono le fatiche della propria attività in riparazione delle offese fatte al CIM e per la conversione dei poveri peccatori 9 la

10 la - Relazioni sociali: sull’esempio di Gesù e di Maria SS.ma, cercano di vivere rapporti di stima e di amore con il loro prossimo, attraverso il complesso delle relazioni e degli affari dell’esistenza umana, nella vita culturale, sociale animati dal desiderio di spandere il profumo di Cristo e rendere gloria al Padre Celeste, con le opere e l’apostolato.

 

 

- Relazioni nella FCIM: è necessario che gli Amici, Collaboratori e i Figli/e del CIM abbiano speciali vincoli di comunione e di carità con i Servi e le Serve del CIM. Tutti i membri laici mettono a disposizione della Famiglia le loro energie e i loro talenti, evitando di confondere la loro specifica vocazione, che li chiama ad essere fermenti di Cristo nel mondo, con quella dei ministri ordinati e delle anime che professano i consigli evangelici in uno stato di speciale consacrazione. 11 la

 

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- Comunione ecclesiale: Appartenendo alla FCIM, i suoi membri laici sono inseriti nella vita ecclesiale e pertanto si pongono a servizio di essa, in piena comunione con i pastori e con le altre realtà della Chiesa, mettendo a disposizione i doni e i carismi ricevuti.

Inoltre saranno particolarmente fedeli al Santo Padre e al Magistero della Chiesa, con un particolare ossequio della mente al Magistero ordinario e agli insegnamenti del Papa, per il quale nutrono un profondo amore e lo esprimono illuminando positivamente e accogliendo ogni suo orientamento pastorale.




 

GLI AMICI della FCIM

 

Si denominano Amici quei fedeli laici cattolici che, attratti a conoscere e vivere il carisma della FCIM, seguono il cammino formativo, in vista della consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. (cfr. Regolamento n. 54)

 

Gli Amici devono condurre una regolare vita cristiana e professare lealmente e pienamente le verità di fede,

essere uniti al Santo Padre, ai Vescovi e docili al Magistero della Chiesa. (cfr. Regolamento n. 55)

 

Agli Amici, durante l’anno pastorale, viene offerto il seguente cammino formativo iniziale:

 

- un ritiro mensile insieme a Collaboratori e Membri.

- un incontro mensile di formazione di base cristiana, della durata di un’ora circa. (cfr. Regolamento n. 56).

 

Ogni Amico sarà introdotto gradualmente alla preghiera quotidiana e alla frequenza regolare dei sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia, trovando in essi la sorgente della sua vita cristiana. (Regolamento n. 57).

Darà importanza ai primi sabati del mese partecipandovi.

Si impegnerà a recitare quotidianamente il S. Rosario.

Si confesserà almeno una volta al mese. Dopo l’atto di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, avendo seguito almeno per un anno il

programma formativo previsto, l’Amico che desidera proseguire il suo cammino quale Collaboratore potrà fare domanda scritta al Presidente Regionale della Famiglia. (Regolamento n. 58)

Se si è membro attivo di altri Movimenti, Associazioni, Gruppi ecclesiali ecc., per diventare Collaboratore, è necessario che l’Amico si dimetta dalle succitate realtà ecclesiali. (Cfr Regolamento n. 59).

 

 


 

I COLLABORATORI

 

Il Collaboratore è colui che, dopo essersi consacrato al Cuore Immacolato di Maria intraprende un cammino Egli si sforzerà di permeare sempre più la sua vita cristiana dello spirito e delle opere che caratterizzano la

 

FCIM, in un’autentica conversione di vita. (cfr. Regolamento n. 61)

 

Pertanto il Collaboratore si impegnerà in un cammino di fedeltà all’orazione quotidiana, scandita da tre

momenti importanti: le preghiere del mattino e della sera e la recita della quarta parte del S. Rosario.

(cfr. Regolamento n. 62)

I primi sabati del mese sono sentiti e vissuti come un momento forte del proprio cammino spirituale.

 

Consapevole dell’importanza della conversione personale, il Collaboratore si accosterà con frequenza quindicinale al Sacramento della Riconciliazione. (Regolamento n. 64).

 

Ogni mese il Collaboratore parteciperà:

- al ritiro mensile insieme agli Amici e ai Figli/e del Cuore Immacolato di Maria

- all’incontro di formazione di base cristiana insieme agli Amici

- ad una riunione di formazione spirituale. (Regolamento n. 63)

Ogni anno parteciperà ad un corso di esercizi spirituali della durata di 3-5 giorni.

 

 

 


 

FIGLI/E DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

 

I Figli e le Figlie del Cuore Immacolato di Maria, in forza della comune dignità battesimale, mediante l’indole secolare derivante dalla loro specifica vocazione, sono corresponsabili con gli altri membri della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria, nel vivere e nel diffondere il messaggio di conversione che la Madonna ha consegnato a Fatima. (cfr. Regolamento n. 3)

 

Con la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria e l’appartenenza all’Associazione, memori delle parole che Gesù disse in croce “Donna ecco tuo figlio”, essi accolgono tale figliolanza e consegnano al Cuore materno di Maria ogni bene materiale e spirituale, per realizzare pienamente la loro santificazione in Cristo.

 

Seguendo il modello della Santa Famiglia di Nazareth e illuminati dall’esempio dei pastorelli di Fatima, i Figli e le Figlie del Cuore Immacolato di Maria conducono una solida vita di pietà considerando i momenti di preghiera personali e comunitari come il cuore e il centro della loro giornata. Per confermare la loro filiale consacrazione al Cuore Immacolato di Maria e appartenenza all’Associazione i Figli e le Figlie rinnovano ogni anno la loro adesione alla Famiglia il giorno della solennità dell’Immacolata Concezione della B.V. Maria, possibilmente in una solenne celebrazione comunitaria. (cfr Regolamento n. 71)

 

I Figli e le Figlie del Cuore Immacolato di Maria pertanto partecipano assiduamente alla vita associativa, assimilandone progressivamente lo spirito e le opere e non tralasciando la formazione personale.

Coloro che sono ritenuti idonei per doti umane, adeguata preparazione e sana virtù, potranno essere coinvolti nella formazione degli altri Figli/e, Collaboratori, Amici e giovani. Potranno anche prendere parte attivamente a iniziative apostoliche: missioni al popolo, convegni, celebrazioni liturgiche, conferenze, incontri ecc.

 

Inoltre non mancheranno di suscitare nei vari ambiti dove vivono e operano, con la necessaria prudenza e il dovuto rispetto per la libertà di ciascuno, nuovi aderenti all’Associazione e in collaborazione con i Servi e le Serve del Cuore Immacolato di Maria di promuovere, anche con la preghiera, vocazioni al sacerdozio e di speciale consacrazione.

 

Ogni giorno, oltre alle preghiere del mattino e della sera con l’offerta della giornata al Signore, secondo l’esempio dei pastorelli di Fatima, partecipano alla celebrazione eucaristica seguita da alcuni minuti di ringraziamento; visitano il Santissimo Sacramento. Faranno quotidianamente, per almeno un quarto d’ora, orazione mentale e lettura spirituale.

 

Ogni settimana si accosteranno al Sacramento della Riconciliazione e ogni sabato rinnoveranno la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria.

 

Vivono mensilmente l’appuntamento del primo sabato del mese e partecipano, ove è possibile ogni 13 del mese ad una processione penitenziale secondo le intenzioni richieste dalla Madonna a Fatima.

 

Per approfondire e rinnovare il proprio cammino di fedeltà a Dio Nella Famiglia del Cuore Immacolato di Maria, ogni anno partecipano ad un corso di esercizi spirituali della durata di 3-5 gironi, organizzato dai responsabili.

 

I Figli/e del Cuore Immacolato di Maria sono consapevoli che nel dialogo tra Dio che chiama e la persona umana che risponde si situa la necessità di una formazione integrale, adeguata e permanente (Cfr. Ch.L. 58).

Tale formazione farà approfondire e scoprire, sempre più chiaramente la propria vocazione e il dovere di viverla pienamente, nella realizzazione responsabile della propria missione, in tutti i luoghi, tempi e situazioni dove Dio chiama (Cfr. Regolamento n. 87).